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La parola gnatologia deriva dalla parola
greca gnathos mandibola, definisce quella specialità clinica
appartenente all’odontoiatria che studia le funzioni in cui
l’organo della masticazione è coinvolto:
-
triturazione del
cibo(masticazione in senso stretto)
-
stabilizzazione della
testa nello spazio(problemi dell’equilibrio)
-
conduzione dello
stress (bruxismo)
-
articolazione della
parola.
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Per meglio capire il significato di gnatologia è
opportuno farne la storia che è storia delle motivazioni che l’hanno
indirizzata.
Fino alla prima metà dell’ottocento la patologia
infettiva e tumorale monopolizzava gli interessi scientifici
riguardanti la patologia orale e quindi anche le patologie
riguardanti la mandibola che erano perciò di esclusivo interesse
chirurgico.
L’odontoiatria non poteva non affrontare lo
scoglio della rappresentazione del movimento della mandibola per
programmare al meglio mezzi meccanici (articolatori) per la
creazione di protesi dentali.
Agli
inizi del novecento Gysi introdusse il concetto di meccanica
mandibolare e realizzava l’assiografo: strumento per misurare
l’angolo dell’eminenenza del temporale usato come criterio
dell’orientamento delle cuspidi dei molari nel singolo paziente
e per la fabbricazione dei denti in porcellana per le protesi totali
secondo una anatomia funzionale.
Nel 1934 Mc Collum Stuart ed altri ottimizzarono
il sistema di trasferimento a livello dentale dei movimenti della
mandibola(pantografo e articolatore di Stuart).
Ma l’odontoiatria non poteva accontentarsi di un tecnicismo
riduttivo: Costen JB un otorino descrisse una sintomatologia
complessa che coinvolgeva orecchio, dolori alla lingua,algie
facciali,dolori nucali che risolveva mettendo degli spessori fra i
denti posteriori.
Entrava nel distretto di competenza del dentista
una sintomatologia complessa(altre ne seguiranno)che richiedono di
rivedere il paradigma in cui l’dontoiatria si era andata
sviluppando. Costen mise per primo il dito nella piaga: sintomi che
nascono e si risolvono in bocca e che il dentista non solo non vede
ma nemmeno si sognava di dover guardare(1934).
Un reumatologo Brodie (1942) disegnò lo schema
secondo cui avviene la stabilizzazione del cranio e della mandibola.
Si introduce la necessità di rilevare una
posizione mandibolare nel rilassamento dei muscoli del collo e
masticatori e un sistema di misura della motilità mandibolare, con
il kinesiografo.( Jankelson B 1953-1975)
La necessità di introdurre un sistema
ineccepibile da un punto formale per la diagnosi disattende
l’urgenza di indicare criteri definiti di intervento:in protesi e in
gnatologia. La diffusone delle ricostruzioni protesiche dure
(porcellana) non salvavano più con la generosità dell’usura il
manufatto costruito senza criterio così come in terapia l’estendersi
delle possibilità terapeutiche in ortodonzia e in chirurgia
ortognatica (anni 1970-80) obbligavano a riconsiderare il problema
delle recidive: le motivazioni estetiche spingevano alla "palizzata"
dei denti frontali che interferisce nei movimenti della mandibola.
L’introduzione di sistemi computerizzati di
calcolo permetterà di misurate rispetto a un piano dinamico di
riferimento l’orientamento spaziale degli elementi costitutivi
dentali
(R.Slavicek)
e l’analisi elettronica del movimento dell’asse terminale di
rotazione della mandibola,rielaborando la ricerca di Gysi, permette
di investigare sul rapporto condilo disco elemento costitutivo del
dinamica mandibolare arrivando a definire i rapporti antropometrici
del viso e l’anatomia funzionale dei denti che permette una funzione
masticatoria fisiologica senza pagare il prezzo di danni
Sintomatologici .
Si pensa dunque che la risoluzione della
sintomatologia algica e disfunzionale della bocca possa essere
risolta intervenendo su i limiti geometrici del movimento della
mandibola gestendo quindi l’articolato dentale come un elemento
della cognizione propriocettiva del se capace di reindirizzare gli
schemi motori alterati.

In questi ultimi anni questa specialità è stata
oggetto di una tempesta di stimoli clinici portati da altre
specialità che hanno evidenziato l’importanza di proseguire
nella ricerca clinica per migliorare e ridurre l’invasività
terapeutica.
L’international association for the study of pain
ha dedicato un volume monografico all’argomento(1995).
Così come si è arrivati all’esigenza di
competenze occluso-posturali che coinvolgono il sistema visivo e
quello dell’equilibrio.
Le esperienze cliniche sono passate dall’evidenziare sintomatologie cliniche che collegavano la bocca alle
zone limitrofe a coinvolgere la bocca nella genesi di sintomatologie
complesse.
La nostra associazione afferma la centralità
dell’esigenza di dare risposte terapeutiche documentate e razionali
e non solo diagnosi.
L’impossibilità di ridurre a semplici
rappresentazioni algebriche la complessità delle esperienze cliniche
ci sprona a pretendere da i nostri associati di partecipare ad un
ambizioso progetto di raccolta di storie cliniche secondo un comune
protocollo, insistendo sulla centralità dell’occlusione dentale
nell’ indirizzare gli schemi motori della mandibola intervenendo su
i sovraccarichi a livello dell’articolazione temporo-mandibolare e
la cinetosi propriocettiva che si crea dal disordine neuromuscolare
per il sovraccaricarico delle strutture capsulo-legamentose,
l’affatcamento dei muscoli facciali e il coinvolgimento del sistema
posturale inducendo l’adozione di uno schema motorio da evitamento
che può coinvolgere nel singolo caso ben oltre lo stretto orizzonte
dell’usura dentale usando gli strumenti frutto delle esperienze di
chi ci ha preceduto :per superare il passato bisogna digerirlo.
Questo spinge a superare il paradigma in cui si è
sviluppata l’odontoiatria come puro tecnicismo.La necessità di una
storia clinica odontoiatrica e l’introduzione della cartella clinica
nell’uso quotidiano per diagnosticare e prevenire le sintomatologie
correlate ai disordini dell’articolazione temporo-mandibolare.
Altre specialità incappano in queste
sintomatologie complesse:
- i medici che hanno a che fare con
il dolore facciale e la cefalea
- dolori all’orecchio
- dolori del rachide in particolare
cervicale
- instabilità motorie
- disturbi emotivi(bruxismo)
- disturbi della deglutizione
- nel trattamento del colpo di
frusta.
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