Crisi d’ansia e blocco della mandibola – CASO 096A

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SINTOMI DEL PAZIENTE

Il sintomo principale che accusava questo giovane paziente ventiduenne quando si è rivolto alla nostra struttura era rappresentato dalle frequenti crisi di ansia che lui stesso associava agli altrettanto frequenti blocchi in chiusura della mandibola.

Il paziente ci racconta che, spesso in sede di pronto soccorso, venivano effettuate le manovre di sblocco ma che, immediatamente dopo, immancabilmente, il problema si rimanifestava (da ciò le crisi di ansia).

Purtroppo, alle manovre di riposizionamento non era mai seguito il confezionamento di un tutore (bite di riposizionamento) che proteggesse la posizione ottenuta e che, quindi, ne impedisse la recidiva.

Le crisi si ansia derivavano, quindi, dalla quasi certezza delle recidiva e dal timore di dover riaffrontare, ogni volta, tutta la manovra.

Il paziente ad inizio cura

Il paziente ad inizio cura

DESCRIZIONE DEL CASO

Il ragazzo, si è presentato con un blocco in chiusura in atto (significa che il paziente non poteva aprire la bocca) dovuto ad una latero-deviazione destra della mandibola, come chiaramente visibile dalla foto.

Ottobre 2009: blocco in chiusura e laterodeviazione

Ottobre 2009: blocco in chiusura e laterodeviazione

Lo scopo della terapia adottata è stato quello di "proteggere" la posizione terapeutica ottenuta dopo la manovra di sblocco, per impedire la recidiva e, di conseguenza, ridare sicurezza al paziente e sperando, così, di evitare anche le crisi di ansia.

TERAPIA ADOTTATA

Già durante la prima visita, subito dopo la manovra di sblocco, che è una manovra manuale che si esegue prendendo la mandibola e "ricollocandola" all'interno dell'articolazione, è stato confezionato un bite (di protezione) che manteneva la posizione ottenuta, impedendo la recidiva.

Bite di protezione

Bite di protezione

Così la mandibola poteva muoversi senza rischio di bloccarsi di nuovo.

Il paziente ha portato il bite per circa un mese.

Posizione della mandibola dopo 1 mese di bite

Posizione della mandibola dopo 1 mese di bite

Dopo questo periodo, rimosso il bite, la mandibola aveva assunto la posizione terapeutica, avendo recuperato la laterodeviazione iniziale.

A novembre del 2009 diamo inizio alla terapia di allineamento dentale che tendeva ad allargare l’arcata superiore e a raddrizzare i denti dell’arcata inferiore.

Così la mandibola è venuta in avanti da sola: avendo allargato l’arcata superiore è stato possibile il suo naturale riposizionamento anteriore.

Una volta ottenuto l’allineamento dentale abbiamo proseguito la terapia facendo estrudere i denti per stabilizzare la posizione terapeutica raggiunta, con l'impiego della tecnica MEAW.

Tecnica MEAW: estrusione

Tecnica MEAW: estrusione

Ad aprile del 2011 il caso era risolto: ricentramento ed avanzamento della mandibola ed assenza di blocchi e sintomi algici.

Aprile 2011: Fine cura

Aprile 2011: Fine cura

Aprile 2011: Fine cura

Aprile 2011: Fine cura

INIZIO

INIZIO

FINE

FINE

CONCLUSIONI

Che si possa dimostrare che le crisi di ansia ed il blocco mandibolare possano essere in qualche modo legate tra loro non è molto importante se questa correlazione è nella convinzione del paziente. Il nostro compito è quello di eliminare i sintomi,  possibilmente tutti.

In questa ottica siamo intervenuti sulla problematica fisica sperando di alleviare anche quella psicologica. 

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