Un caso in 3 giorni – CASO 128A

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SINTOMI DEL PAZIENTE
Il paziente alla prima visita

Il paziente alla prima visita

Il paziente che si è presentato presso il nostro centro aveva avuto, circa 10 anni prima, un bruttissimo incidente automobilistico dal quale, fortunatamente, era uscito quasi incolume.

L'auto dopo l'incidente

L'auto dopo l'incidente

L'auto dopo l'incidente

L'auto dopo l'incidente

All'epoca dell'incidente praticava il culturismo. Questo specifico sport dona a chi lo pratica una particolare consapevolezza e conoscenza del proprio corpo, accreditando, perciò, la capacità del paziente di descrivere dettagliatamente i sintomi ed i disagi, che infatti ci indica con precisione geometrica (vedi il video di fine trattamento).

Il paziente all'epoca dell'incidente

Il paziente all'epoca dell'incidente

I sintomi accusati erano tantissimi: problemi alla deglutizione, blocco della schiena a livello sacrale, problemi alla gamba sinistra, reflusso gastrico, sensazione perenne di avere una pallina in gola, dolore alla spalla sinistra, cattiva respirazione dal naso, orecchie chiuse, episodi di sincope (svenimenti), rumori all'articolazione temporo-mandibolare con blocchi sul lato sinistro.

A causa della controversia legale nata dall'incidente automobilistico, il paziente aveva appuntato con cura tutte le visite specialistiche e gli esami fatti nei 10 anni precedenti alla visita con noi.

Elenco esami e visite specialistiche nei 10 anni precedenti la visita

Elenco esami e visite specialistiche nei 10 anni precedenti la visita

Salta subito all'occhio come il primo specialista al quale si era rivolto era stato proprio il suo dentista (punto 7 della lista) perché lamentava un dolore al collo all'angolo della mandibola sul lato sinistro.

DESCRIZIONE DEL CASO

Oltre a tutti gli altri sintomi, il paziente lamentava anche di avere la sensazione della presenza costante come di una spina di pesce nel palato. All’esame ispettivo della bocca, appariva chiaramente alla vista quello che era confermato da una palpazione intra orale della zona da lui indicata: la presenza di un rilievo della mucosa in corrispondenza dell’inserzione del pilastro del palato molle.

Ispezione intraorale

Ispezione intra orale

Calcificazione del tendine d'inserzione del muscolo stilo-ioideo

Calcificazione del tendine d'inserzione del muscolo stilo-ioideo

Dalle foto della bocca si può anche notare una leggera laterodeviazione della mandibola molto probabilmente in diretta correlazione con le conseguenze dell'incidente , a causa del quale si erano "fratturate " le cuspidi di supporto. Questa "mancanza" si presenta come una leggera usura che non avrebbe, di per sé, una grande importanza da un punto di vista odontoiatrico, se la storia clinica del paziente non avesse aperto dei punti interrogativi al clinico.

Bocca del paziente

Bocca del paziente

La mancanza delle cuspidi di supporto ha prodotto una laterodeviazione (con le sue conseguenze sintomatiche), la laterodeviazione ha provocato sia la calcificazione del tendine d’inserzione del muscolo stilo ioideo (con proprie conseguenze) sia l’inversione della curva fisiologica della colonna cervicale (con altre conseguenze).

TERAPIA ADOTTATA

La terapia adottata è stata quella, ovviamente, di tendere a riportare in posizione terapeutica la mandibola del paziente per tentare di ridurre, se non eliminare, i fastidiosi sintomi che lo affliggevano.

Il risultato desiderato è stato conseguito attraverso la realizzazione di un bite in posizione terapeutica, seguito da altri due che introducevano leggere modifiche anatomiche progressive, fino ad arrivare alla completa scomparsa dei sintomi dichiarati.

La diagnosi, l'impostazione della terapia e gran parte della cura sono state effettuate in soli tre giorni: venerdì, sabato e domenica. Ciò è stato possibile perché in questo periodo ci siamo dedicati completamente alla risoluzione di questo caso.

In questi tre giorni è stata fatta la diagnosi, sono state prese le impronte, sono stai montati i modelli in articolatore, è stata variata la posizione della mandibola.

Nella posizione terapeutica è stato costruito un bite già il primo giorno, venerdì, e nei giorni successivi ne è stata leggermente modificata l'anatomia, permettendo al paziente di acquisire la posizione terapeutica con la completa risoluzione del problema.

La risoluzione finale del caso ha comportato la ricostruzione delle cuspidi di supporto fratturate nel trauma subito nell'incidente stradale, che il paziente ha fatto realizzare, dopo tre mesi, dal proprio dentista di fiducia nella città di residenza, seguendo le indicazioni dell'ultimo bite che avevamo costruito.

CONCLUSIONI

A volte, tutti gli elementi necessari ad una corretta diagnosi sono davanti ai nostri occhi, ma non riusciamo a correlarli tra loro.

A volte sono sufficienti i soli criteri clinici, che consistono nella palpazione dei muscoli inter orali e facciali coinvolti in una sintomatologia complessa, come in questo caso, per effettuare una diagnosi ed identificare e realizzare un corretto percorso terapeutico.

A volte, da una diagnosi complessa consegue una terapia semplice.

In questo caso sono accadute tutte e tre le cose.

INTERVISTA PAZIENTE A FINE TRATTAMENTO

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