Acufene in paziente digrignante con usura dentale – CASO 142A

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SINTOMI DEL PAZIENTE

La paziente, una signora di circa 70 anni, accusava ACUFENE BILATERALE (fischi alle orecchie) ed instabilità motoria con VERTIGINI.

Dopo alcune visite specialistiche (Otorinolaringoiatra) ed esami clinici, si è rivolta a noi su consiglio proprio dell'Otorino il quale non aveva rilevato nulla di anomalo a livello dell'orecchio.

DESCRIZIONE DEL CASO

Come è evidente dalle fotografie, la paziente ha usurato i denti con il digrignamento (BRUXISMO) determinando, in chiusura, una posizione mandibolare troppo bassa che porta la mandibola, nella parte articolare, troppo indietro, verso l'orecchio, provocando i sintomi di acufene e vertigini di cui soffre la Signora.

E' noto che la parte della mandibola che è vicina all'orecchio è avvolta da una capsula articolare che contiene un legamento il quale può "muovere" la catena degli ossicini che, iniziando a vibrare, producono il fischio e l'instabilità come in questo caso.

Fronte e profilo Paziente

Usura dentale in digrignante

TERAPIA ADOTTATA

Al fine di posizionare la mandibola nella posizione corretta evitando così di far vibrare gli ossicini dell'orecchio, è stato rialzato il morso con un BITE che la paziente ha indossato sempre, durante i pasti e durante il sonno, periodo in cui si digrignano i denti.

La morfologia del bite è stata progettata in modo tale da rioccupare gli spazi lasciati liberi dall'usura dentale e fermare la mandibola nella posizione di chiusura "in avanti" per evitare di traumatizzare la catena degli ossicini dell'orecchio.

BITE portato durante il digrignamento notturno e la masticazione

INTERVISTA PAZIENTE A FINE TRATTAMENTO

CONCLUSIONI

Alla fine della terapia, la signora non soffre più di acufeni, tranne che per brevi periodi subito dopo la masticazione. Anche gli episodi di instabilità motoria (legati a problemi dell'orecchio) sono scomparsi.

Questo caso dimostra che la posizione della mandibola, controllata con la forma e l'altezza dei denti, può influire sulla salute dell'orecchio. E dimostra anche lo stretto rapporto che può esistere tra l'affaticamento dei muscoli della masticazione e del muscolo tensor timpani, dovuto alla malocclusione  (in questo caso provocata da una forte usura dentale) ed alcuni problemi legati all'udito, come l'acufene o l'iperacusia e l'instabilità motoria.

Complimenti all'Otorino Laringoiatra (ENT) che ha inizialmente preso in carico la paziente, il quale ha perfettamente individuato che la patologia, e la conseguente terapia, non erano di sua competenza, indicando correttamente lo Gnatologo come possibile specialista competente.

Le funzioni dell'organo della masticazione, interesse dello Gnatologo, influiscono sulla deglutizione e sulla produzione dei suoni e il sistema dell'equilibrio (pertinenza dell'Otorino), dato che sia la mandibola che parte dell'orecchio (cartilagine di Meckel) hanno in comune la formazione embriologica, intrauterina.


Questo caso è stato oggetto della conferenza La sindrome Otognatica tenuta dal presidente Dott. Giorgio Chiogna in occasione del convegno Occlusione e DTM, organizzato dalla Associazione Italiana di Gnatologia (AIG) tenutosi a Torino il 3 e 4 ottobre del 2014.

Il motivo che lo ha spinto a presentare, insieme ad un altro simile, questo caso e i relativi approfondimenti, è dovuto al fatto che esso rappresenta un caso clinico in cui è evidente la reazione fra disordini neuro-muscolari dell’organo della masticazione e sintomi otologici. In entrambi i casi presentati, infatti, l’acufene era causato dall'inversione della componente rotatoria, cioè in senso antiorario (gamma -), della cinematica rototraslatoria dell’unità condilo-discale nel movimento della mandibola.

Il primo a descrivere questa relazione è stato H. Myhaug (1964) coniando appunto il termine Sindrome Otognatica

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