Il metodo scientifico e la validità dei modelli

Scienza et potentia humana in idem coincidunt,quia ignoratio causae destituit effectum. Natura enim non nisi parendo vincitur;et quod in contemplatione instar causae est, id in operatione instar regulae est" (Francis Bacon,Novum Organum.af.3)

Le caratteristiche che il modello-schema del reale deve avere per non diventare un “delirio” del reale ma un’opinione verificabile del reale (scienza)

Una analisi(scientifica) "lucifera" e "fructifera" è il risultato di un corretto atteggiamento nei confronti dell'oggetto che studia ,e quindi di una corretta osservazione che,nella pratica, consiste nel: porsi delle domande giuste e nello scegliere delle verifiche giuste.
Ciò fa si che dalla visione dell'oggetto di studio si astraggano e si mettano in evidenza delle peculiarità adatte a tracciare uno schema che rappresenti veramente l' oggetto che analizza.
Le eventuali soluzioni trovate devono poter essere applicabili sia a casi concreti sia a casi specifici e, il modello deve poter trovare nella propria applicazione la possibilità di correggersi e di verificare la sua validità e la sua coerenza.
Questo processo permette di costruire uno SCHEMA INFERENZIALE AFFIDABILE sulla cui base si potranno poggiare delle ipotesi controllabili.
Lo schema in questione non può però rendere conto dei fenomeni così come li si osserva né va confuso con questi perché fornisce ragioni partendo da qualcosa di diverso da essi stessi e cioè da una loro descrizione o da un loro modello:
Il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe considera la legittimità di un modello legata al rispetto e all'osservazione delle seguenti condizioni:

  1. CHE "M"(il modello) ABBIA UNA SUA COERENZA INTERNA;
  2. CHE LA COSTRUZIONE DI "M" SIA DETERMINATA DALL'ESIGENZA DI TROVARE UNA RISPOSTA AL PROBLEMA "P" CONCERNENTE "X";
  3. CHE QUESTO PROBLEMA SIA TRADUCIBILE IN UN PROBLEMA "P1", CONCERNENTE"M", IL CHE SIGNIFICA POSSIBILITA' DI TENERE SOTTO CONTROLLO L'ANALOGIA X/M TRA UN FENOMENO E UN OGGETTO (teorico formale) COSTRUITO CON UN CERTO LINGUAGGIO.
  4. CHE LA SOLUZIONE "S1" TROVATA GRAZIE AL MODELLO AL PROBLEMA "P1" POSSA, A SUA VOLTA,VENIRE TRADOTTA NELLA SOLUZIONE "S" AL PROBLEMA DI PARTENZA "P", ED ESSERE SOTTOPOSTA A UNA VERIFICA SPERIMENTALE (giustificazione a posteriori mediante il meccanismo della corroborazione/falsificazione);
  5. CHE IL CARATTERE ESPLICATIVO DEL MODELLO,CHE SI ESPRIME PROPRIO IN QUESTA SUA CAPACITA' DI TROVARE LA SOLUZIONE CERCATA, SI MANIFESTI ANCHE SOTTO FORMA DI PRODUZIONE DI UN LIVELLO PIU' ALTO E ASTRATTO DI VISUALIZZAZIONE, NEL SENSO CHE ESSO FACENDO INTERVENIRE PROCESSI TRA ENTITA' INVISIBILI (al visibile complicato di una struttura o un meccanismo più semplice,non osservabile al livello di evidenza fenomenologica, che generalmente, caratterizza la costruzione di "M" PERMETTA DI RICOSTRUIRE, A UNO STADIO PIU'ELEVATO, LA MORFOLOGIA VISIBILE.

In medicina la costruzione di modelli che diano al medico la possibilità di fare una diagnosi è un processo particolarmente delicato perché ha a che fare con il concetto di malattia che è per sua natura legato a quello di salute e cioè alla normalità del funzionamento del corpo; il concetto di normalità suppone a sua volta quello di norma biologica e sociale concepita come un tipo ideale di esistenza,un miglior modo di esistere di un individuo.
Proprio a questo proposito gli autori anglofoni hanno introdotto una distinzione tra "disease" e "illness": il primo designa il modello medico della malattia,il secondo l'esperienza vissuta del malato.

In passato si identificava la malattia con i sintomi e in seguito come il prodotto di una le sione cioè come il risultato di una lesione anatomica,adesso è concepita come qualcosa di salutare,una ricerca da parte dell'organismo di ritrovare l'equilibrio con l'ambiente.
Si può quindi considerare la malattia come un processo di guarigione.

Proprio il fatto la storia della medicina si confonde con la storia dello sguardo medico ed il medico applica praticamente le sue conoscenze e agisce(deve agire)anche non essendo a conoscenza di tutti gli elementi di un problema si può concludere che la medicina non è una scienza ma una tecnica che si serve di molte scienze ben definite: l'anatomia,la fisiologia,la patologia,la farmacologia,la biologia,la genetica.....etc

I greci definivano l'azione del medico non come "episteme", ma come "iatrikè téchne" ovvero una sorta di attività artigianale in cui c'era la sintesi di scienza,tecnica e arte.
Oggi stanno comparendo (o ricomparendo) un gran numero di medicine alternative ed anche se la nostra medicina( occidentale) non può avere lo statuto di scienza ciò non permette di metterla sullo stesso piano delle altre medicine "non tradizionali" o alternative .Il confronto tra questi due modi di fare medicina non si svolge sul piano dei risultati che queste raggiungono ma piuttosto in rapporto alla loro capacità e possibilità di "METTERSI IN DISCUSSIONE".

Lo storico della medicina Mirko Drazen Grmek argomenta tale rapporto in questo modo: "Fioriscono le medicine alternative,che promettono di curare tutti i disturbi dell'anima e del corpo,e la diffusione attuale di queste pratiche para/scientifiche è sintomo di una pericolosa piaga sociale.Non è tanto il dirottamento dalle vere cure che mi preoccupa(si tratta solo di trattare le malattie relativamente lievi o resistenti alla terapia ufficialmente proposta),quanto ciò che stà dietro il successo delle pseudomedicine,segno dell'irrazionalità sempre latente nell'uomo,della sua infelicità o,se si vuole,della sua incapacità di affrontare la realtà.Viviamo in una situazione schizofrenica che ci fa trovare sullo stesso giornale oroscopi e altre sciocchezza astrologiche accanto a pagine scientifiche rigorose,mentre in passato la scienza e quello che costituisce oggi la pseudo/scienza fuse in un insieme omogeneo,facevano parte di una stessa cultura:basti pensare alle figure di Keplero e di Newton,grandi fisici e grandi astrologi.

Tuttavia, l'astrologia del cinque o seicento era una scienza sbagliata,ma molto raffinata, cosa molto diversa dalla attuale coacervo di banalità buone per tutti gli usi.
Le medicine "alternative o naturali" hanno qualche volta degli effetti positivi di cui non conosciamo le cause:l'esempio classico è l'agopuntura,un metodo che qualche volta da buoni risultati, ma è frutto di una conoscenza empirica, incompatibile con le teorie con la quale la si vorrebbe spiegare.
Così forse sono false, almeno in parte,le teorie che vogliono spiegare l'azione degli psicofarmaci ottenuti con metodi empirici.
La principale differenza tra le medicine scientifiche e quelle alternative consiste nel fatto che la prima non è una dottrina fissa, ma un sistema aperto per cui se oggi non sappiamo come funzionano gli psicofarmaci,lo sapremo forse domani.

Siamo pronti a cambiare le nostre opinioni:l'omeopatia, per esempio, costituiva una parte scientifica della medicina dell'ottocento,oggi non lo è più.
Si è visto che certe ipotesi del suo fondatore "Samuel Hahnnemann", non erano vere, ma la dottrina non era cambiata,è rimasta chiusa.Non si può escludere che alcuni procedimenti omeopatici diano risultati positivi, risultati che, però, non sono prova della validità delle dottrina.

Bibliografia

  • BACON,F., Novum organum, Milano, Rusconi, 1998
  • GRMEK,M.,D., La scoperta scientifica, Roma, Armando, 1984
  • TAGLIAGAMBE, S., L'albero flessibile, Milano,  Dunod, 1998

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