Orecchio: gli acufeni a volte dipendono dalla mandibola

Gli acufeni e quando la loro causa è nella mandibola

ACUFENI: QUANDO LA CAUSA È NELLA MANDIBOLA

Ronzii e fischi alle orecchie sono spesso un impedimento alla normale vita quotidiana e specialmente di notte gli acufeni non danno tregua. E se la causa fosse da ricercarsi nel mal funzionamento della mandibola? Abbiamo approfondito l'argomento con il consulente di Ok-Salute Giorgio Chiogna, responsabile del servizio di Gnatologia alla Fondazione don Carlo Gnocchi di Roma. Ha fondato la Società italiana di Gnatologia ed è uno dei più accreditati esperti di bruxismo.

Che cosa è la Gnatologia?
È una branca dell’odontoiatria che si occupa dei sintomi legati alla funzione masticatoria. Al centro della Gnatologia (dal greco gnathos: mandibola), dunque, c’è la mandibola, ma anche l’apparato dentale. Movimenti mandibolari non corretti possono essere all’origine di molti disturbi come la cefalea muscolo tensiva, dolori facciali e cervicali, orecchio chiuso, blocchi dell’articolazione mandibolare. Sintomi come vertigini, nausea, bruxismo, iperacusia possono essere direttamente collegati a un mal funzionamento della mandibola.
La Gnatologia è una specialità clinica recente, ma gli studi che la riguardano sono cominciati agli inizi del Novecento con il concetto di meccanica mandibolare. Ad oggi, in Italia, sono ancora poche le realtà ospedaliere che hanno introdotto al loro interno un servizio di Gnatologia.

Acufeni e perdita dell’equilibrio: esiste un nesso tra i disturbi dell’orecchio e il mal funzionamento della mandibola?
Esistono connessioni funzionali tra i muscoli della mandibola e l’attività del muscolo tensore del timpano (tensor tympani). Se la mandibola non funziona correttamente la tensione muscolare che si genera si estende all’orecchio e può trasformarsi in acufene o instabilità motoria che causa nausea, vomito e cefalea. La perdita dei denti, i denti che si inclinano, masticare soltanto da un lato della bocca, digrignare i denti di notte (bruxismo) possono essere alla base di disturbi uditivi come il ronzio o fischio all’orecchio dei quali, spesso, non si conoscono le cause.
Anche sintomi che comunemente sono riferiti alla sindrome di Ménière in realtà può essere dovuta a un cattivo funzionamento mandibolare e causare tutti i sintomi legati a questo disturbo come i capogiri, vertigini e instabilità motoria.

Come si capisce se il problema deriva dalla mandibola?
In questo caso l’odontoiatra e l’otorino lavorano gomito a gomito. Esclusa una causa neurologica dell’acufene, ci si concentra sull’aspetto somatosensoriale. Ci si rivolge al gnatologo che effettuerà una serie di esami per capire se il disturbo è causato da un mal funzionamento o da una instabilità mandibolare che portano agli acufeni. Ad esempio una riabilitazione occlusale su una mandibola storta, se non effettuata bene, può causare diversi disturbi e ripercuotersi anche sull’apparato uditivo, causando acufeni.

Come si interviene?
Con cure odontoiatriche mirate. L’obiettivo è di ridare armonia occlusale e risolvere i problemi strutturali e funzionali.

Ci può raccontare un caso clinico di esempio a quanto spiegato fino ad ora?
Una donna, una nostra paziente, soffriva di acufeni da 30 anni e negli ultimi sei anni il disturbo era peggiorato fino a darle anche problemi di instabilità, nausea e vertigini. Esclusa la causa neurologica, ci siamo concentrati sulla mandibola, infatti la donna aveva problemi di masticazione e l’allineamento dentale non era corretto. Inoltre, quando serrava i denti, l’acufene saliva. Dopo l’intervento per ripristinare la funzionalità mandibolare, l’acufene è scomparso e si sono risolte anche le vertigini.

Intervista curata da Eliana Canova dello staff di Ok-Salute