La Rivoluzione della Medicina

LA RIVOLUZIONE DELLA MEDICINA

Dall’arte alla scienza Giovanni F.Azzone (2000, McGraw-Hill)

Copertina la Rivoluzione della Medicina di F.AzzoneQuesto libro costruisce e propone “una” *storia della medicina prevalentemente, attraverso il tema della “malattia”. Questa,prima di tutto, evidenzia uno dei tratti peculiari del sapere medico: la cura, la “ promozione della salute”. Le scienze della natura in genere hanno, invece, come unico scopo l’acquisizione della conoscenza e della spiegazione dei processi naturali mediante leggi e principi generali; tranne poche eccezioni non devono fare i conti con una utilità. La malattia, inoltre, consente all’autore di argomentare tutto quel vastissimo universo di problemi che stà dietro e dentro alla distinzione tra malato e sano; Problemi di natura etica, e soprattutto di ordine epistemologico e metodologica: l’occuparsi delle condizioni di salute da bene la misura del fatto che ci si occupa del mondo “del vivente” un mondo che non può essere osservato nella sua totalità, e che nel tempo non è mai identico a se stesso, in quanto si modifica, e che è composto da individui con delle caratteristiche specifiche diverse.

La scienza, in senso classico, formula leggi universali, principi generali, geometrizza e matematizza il mondo, si occupa di categorie che non si modificano nel tempo e dello spazio, esclude tutto ciò che è individuale. Senza la costituzione di classi il sapere medico si configurerebbe come un enorme elenco di casi particolari, come una curiosa forma di letteratura.

Da questo tipo di problema questo libro stabilisce la salvifica relazione della medicina,con la biologia funzionale , e con le scienze basate sulla chimica e sulla fisica: è attraverso questa relazione che il contenuto, il linguaggio e il metodo della patologia si unifica a quello delle scienze naturali e rende classificabili i meccanismi fisiopatologici e, di conseguenza colloca nel sapere medico delle conoscenze oggettive e, può proporre la medicina come scientifica. Lo scopo fondamentale dei “ criteri” è quello di restringere, di includere ed escludere; in questo senso l’autore non può, date le sue premesse, ritenere scientifiche molte discipline e molti tipi di approcci: questo vale non tanto per le medicine alternative, che si escludono da sole, non proponendo un sapere verificabile e riproducibile, ma soprattutto per tutte quelle caratteristiche soggettive, dunque a carattere personale che possono sottostare alle osservazioni: dalla psicologia fino al così detto occhio clinico, quest’ultimo sembra essere necessario solo perchè non si dispone di un quadro clinico completo, e bisogna in qualche modo formulare delle ipotesi da verificare, per cui le intuizioni servono solo a colmare l’ insufficienza della conoscenza oggettiva. [Ci si può su questo ultimo punto fare delle domande: dato che si è ammesso che sia alcune malattie sia gli individui sono complessi, e non semplicemente complicati (complicato è ciò che ridotto in parti semplici ed essenziali viene spiegato interamente\complesso è ciò che non è riducibile a delle parti semplici in quanto, per essere compreso, deve essere osservata la relazione tra tutte le parti che lo compongono) è possibile avere un quadro clinico completo? L’intuizione, che si presenta come un salto nel vuoto, ed ha tutto il carattere della soggettività non è stato il motore fondamentale di tante teorie e metodi che rientrano a pieno titolo nel sapere scientifico?] *”una” è messo tra virgolette poiché indica che questa è una delle possibili storie: la storia come racconto che restituisce la totalità di ciò che è avvenuto è chiaramente impossibile, ed è, in questo senso, sempre una delle possibili concatenazioni tra avvenimenti disparati.

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Staff A.G.O.

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